Sanremo Giovani, così non va

di ROBERTO TAGLIERI

E’ scontro tra le sigle sindacali della “musica” e la Rai

La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) assieme ad AFI (Associazione Fonografici Italiani) e PMI (Produttori Musicali Indipendenti) si oppongono alle clip promozionali dei cantanti che concorrono per Sanremo Giovani.

In una nota ufficiale, infatti, le tre sigle criticano fortemente la possibilità che gli artisti pubblichino una clip promozionale, richiesta dalla Rai, “che prevedono la presenza di uno sponsor (…) un noto marchio di telecomunicazioni”:

“L’organizzazione del Festival di Sanremo ha richiesto ai partecipanti alla gara per la sezione Giovani la registrazione di clip promozionali che prevedono la presenza di uno sponsor.

“Si tratta di pretese inaccettabili che utilizzano i giovani artisti per promuovere un noto marchio di telecomunicazioni senza nessuna preventiva autorizzazione delle case discografiche” si legge nella nota ufficiale inviato dalla FIMI, dall’AFI e da PMI.

La clip sarebbe un product placement secondo quanto affermato dalle tre sigle che hanno sollevato giustamente il problema.

Le tre sigle, che rappresentano le aziende iscritte al Festival scrivono che “si tratta di un vero e proprio abuso non previsto dal regolamento non previsto dal regolamento, che non fa cenno a product placement e soprattutto non concordato”.

I cantanti, insomma, farebbero loro malgrado pubblicità con la propria arte senza che questa cosa sia regolata: “Nonostante ripetuti solleciti per sedersi ad un tavolo e discutere la questione delle utilizzazioni di contenuti, RAI non ha fornito alcun riscontro e pertanto chiederemo un’audizione urgente in Commissione vigilanza RAI” hanno annunciato le organizzazioni rappresentative delle case discografiche.

 

Fabio Fazio? Ecco la verità: parla Memo Remigi

di LUCA MECACCIONI

Ospite a Radio Italia anni 60 Memo Remigi ha raccontato la vera storia della sua amicizia con Fabio Fazio che ha fatto discutere il web. Un Memo a ruota libera sulla sua carriera e i suoi flirt

Memo Remigi in esclusiva ai microfoni di Radio Italia anni 60 ha raccontato la verità sull’intervista rilasciata al quotidiano Libero qualche giorno fa durante la quale si è parlato del più e del meno, o del Memo che dir si voglia, per usare un gioco di parole nello stile divertente e divertito del grande artista milanese.

Nel pezzo che ha fatto scalpore e di cui tutti i siti hanno riportato il “lancio”, sono state ripercorse le tappe della sua carriera, dall’incontro con Berlusconi all’amore per la moglie fino ad arrivare all’amicizia con Fabio Fazio. Ed è proprio quest’ultimo passaggio che ha arroventato gli animi suscitando clamore sul web e scatenando commenti di ogni tipo sui social.

Memo conosce il primissimo Fazio, quando l’affermato conduttore televisivo era ancora solo un un imitatore al ”Loretta Goggi quiz”. Leggiamo testualmente dalle pagine di Libero quello che avrebbe detto Memo Remigi: ”si cambiava a casa mia ed era sempre mio ospite. Ora se la tira: in 35 anni mi ha chiamato solo una volta. Un vero irriconoscente».

Parole che inevitabilmente lo hanno trascinato nella bufera da parte di chi ha voluto artatamente pompare la notizia.  Ma oggi durante la trasmissione radiofonica ”Non è mai venerdì” condotta da Francesco Troncarelli e Simone Conte, Remigi è intervenuto in collegamento telefonico e ha fatto chiarezza sugli argomenti caldi della sua intervista al quotidiano.

Con eleganza e grande signorilità Memo ha dichiarato che ciò che abbiamo letto su Libero Quotidiano non è esattamente ciò che ha detto: ”tu pensi che facciano un articolo normale e invece… hanno riportato per esempio i nomi di alcune signore con cui ho avuto una relazione affettuosa, senza che io le avessi mai citate e facendole passare come della amanti, poi per quanto riguarda la mia amicizia con Fazio,  hanno estrapolato nel titolo del pezzo quella frase “Fazio irriconoscente” che peraltro non ho detto”.

“In sostanza, hanno messo in cattiva luce una bella amicizia fra noi che dura da più di trent’anni, la realtà e che ho solo detto che aspettavo una telefonata da lui per il mio progetto di portare la musica nelle case di riposo per anziani che gli avevo accennato a voce e che avrei voluto raccontare nel suo salotto televisivo e che invece questa telefonata non è arrivata. Tutto qua”.

E poi l’affondo: “come faccio a parlar male di Fabio Fazio con cui ho diviso tante serate per lavoro e in familiarità, ho anche suonato l’organo durante il suo matrimonio celebrato in una deliziosa chiesetta dell’entroterra ligure in cui ho cantato anche Innamorati a MIlano. Potrebbe essere mio figlio!”

Già come avrebbe potuto. “Grandissimo Remigi, un signore prima che un artista vero”, come al termine dell’intervista l’ha salutato Francesco Troncarelli. Parole che condividiamo in pieno e facciamo nostre.

Vasco Rossi infiamma San Siro

di LUCA MECACCIONI

Grande successo per la Prima milanese del rocker di Zocca.  Sessantamila cuori in estasi per un concerto che è già storia. Sei concerti di seguito un record che nessuno ha mai osato. Solo Vasco

San Siro, “qui si fa la storia”: proprio con questa canzone inizia il tour di Vasco Rossi.  Ieri sera primo sold out dei sei previsti allo stadio milanese, una “cosa” eccezionale, mai tentata da alcun artista sino ad ora.

Alle 20e 45 come previsto, il rocker di Zocca è salito sul palco, alto come un palazzo di 11 piani con ben 700 metri quadrati di schermi luminosi che proiettavano immagini live dell’esibizione) davanti a più di 60 mila persone, molte delle quali in fila davanti ai cancelli già dalla notte precedente.

 

Fedelissimi del Kom che hanno assistito a due ore e mezza di rock puro e duro, una scaletta studiata al dettaglio che come sempre è arrivata al cuore della gente, sconvolgendola, coinvolgendola, esaltandola.
Canzoni ch raccontano la vita di ognuno, un viaggio tra i successsi di ieri e di oggi con sorprese: “Ti taglio la gola” ad esempio un pezzo che Rossi non eseguiva da 34 anni. Sorprese che insomma ripagano l’attesa sotto un sole caldo da estate di fuoco in arrivo.
E allora come nei migliori sequel che si rispettino è il caso di dire, “to be continued” . Si replica con nuove emozioni e vecchie passioni.
“Intro”
“Qui si fa la storia”
“Mi si escludeva”
“Buoni o cattivi”
“La verità”
“Quante volte”
“Cosa succede in città”
“Cosa vuoi da me”
“Vivere o niente”
“Fegato fegato spappolato”
“Asilo Republic”
La fine del millennio”
“Interludio”
“Re-intro”
“Portatemi Dio”
“Gli spari sopra”
“C’è chi dice no”
“Se è vero o no”
“Io no”
“Domenica lunatica”
“Ti taglio la gola”
“Rewind”
“Vivere”
“La nostra relazione”
“Tango della gelosia”
“Quanti anni hai/Senza parole”
“Sally”
“Siamo solo noi”
“Vita spericolata/Canzone”
“Albachiara”

Indimenticabile Audrey

di GIOIA

“Ricorda, se mai avrai bisogno di una mano, la troverai alla fine di entrambe le tue braccia.  Scoprirai di averne due: una per aiutare te stessa, la seconda per aiutare gli altri” – Audrey Hepburn

Ventisei anni fa se ne andava Audrey Hepburn, uno dei personaggi più amati dello spettacolo, un’artista capace di coniugare lo charme di cui era dotata alle acclarate qualità di interprete raffinata e sensibile.
Occhi da cerbiatto e sorriso vispo, l’attrice inglese è sempre stata considerata un’icona di stile, complice sicuramente anche la sua celebre interpretazione in “Colazione da Tiffany” dove con il tubino nero e gli occhiali da sole faceva colazione davanti la vetrina della famosissima gioielleria americana con un cornetto e un cappuccino.

Il grande successo del film datato 1961, tratto dal romanzo breve di Truman Capote “Breakfast at Tiffany’s”, deve la sua fortuna oltre alla presenza di Audrey che porta sullo schermo il  personaggio particolare di Holly Golightly corteggiata da George Peppard, anche alla sua performance canora sulle note di “Moon River”, brano principale della famosa colonna sonora scritta da Henry Mancini, uno dei più quotati compositori per il cinema.
Non a caso la canzone vinse l’Oscar per la Miglior Colonna sonora l’anno successivo, e in quella sede lo stesso autore affermò che ebbe l’ispirazione per la composizione del brano, osservando l’attrice recitare  “con quella sua dote di malinconia e di sommessa tristezza”. Negli anni successivi molti artisti come Frank Sinatra, Mina, Luois Armstrong ed Elton John, hanno interpretato il brano, ma la sua, a distanza di tempo, resta sempre la migliore: semplice, diretta e malinconica.

Nonostante i numerosi e grandi successi al cinema  (“Sabrina” con Humprey Bogart, “My first Lady” con Rex Harrson, “Vacanze Romane” con Gregory Peck, “Guerra e pace” Mel Ferrer, per citarne alcuni tra i più conosciuti) e molteplici premi e riconoscimenti ricevuti (fra i tanti un Oscar, tre Golden Globe e tre David di Donatello), l’attrice decise sul finire degli anni 80 di ritirarsi dal mondo dorato dello starsystem per dedicarsi alla famiglia e alle persone più bisognose. Una sorta di crisi di coscienza, o meglio di presa di coscienza, che rivelava le sue qualità umane al di là dello stereotipo della diva. “Numerosi infatti sono stati i suoi viaggi nel mondo, facilitati anche dalla conoscenza di diverse lingue straniere per portare un aiuto concreto a chi soffriva.

La Hepburn è stata ambasciatrice dell’Unicef, e per il impegno ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà e successivamente il Premio Umanitario Jean Hersholt. Ad oggi i suoi progetti umanitari sono portati avanti dal figlio Luca Dotti, che qui Italia insieme all’Unicef ha creato il gruppo “Amici di Audrey” che porta avanti la sua missione e quindi aiuti e sostegno in diversi paesi del terzo mondo.

Il suo impegno e la sua dedizione per gli ultimi vennero interrotti nel 92, durante uno dei suoi  viaggi in Somalia, quando ricevette la brutta notizia di avere un male incurabile.
Se ne andava così tristemente il 20 gennaio del 93 a soli 63 anni, lasciando un grande vuoto in tutti quelli che l’avevano applaudita prima come attrice e dopo come donna impegnata nel sociale.

La dolce Audrey lasciava la vita terrena ma entrava nel mito e nell’immaginario collettivo come icona di stile, eleganza, delicatezza. La sua figura ancora oggi è una delle più pubblicate sui media  ed usate dalla moda e ad accrescere questa popolarità incredibile ci sono le iniziative che di volta in volta la riguardano. Come il francobollo raffigurante il volto dell’attrice emesso dalle poste americane, o la pubblicità cinese per una bevanda, con immagini tratte da “Vacanze romane”.
Senza contare poi la clamorosa asta da Christie’s a Londra, in cui è stata battuta per 467.200 sterline, la copia del tubino nero disegnato e creato da Givency per “Colazione da Tiffany”, (l’originale, invendibile, si trova a Madrid al Museo del costume).

Immancabile, ovviamente, la Stella con il suo nome nella Hollywood Walk of Fame, al 1652 di Vine Street. Una stella che continua a brillare.

Sanremo dice sì al premio a Peppino di Capri

di Roberto Taglieri

“Il Comune di Sanremo è favorevole al premio alla carriera a Peppino di Capri, in settimana il sindaco porterà in Giunta l’appello e proporrà l’accoglimento. Poi ci sarà il confronto con la Rai e Baglioni per la valutazione definitiva”.

Intervenendo ai microfoni della trasmissione di Radio Italia anni 60 condotta dal giornalista Francesco Troncarelli che ha lanciato in rete la proposta per il riconoscimento a Di Capri, l’assessore alle Manifestazioni del comune della Riviera ligure Marco Sala ha anticipato le prossime scadenze di questa iniziativa che giorno dopo giorno sta aumentando i consensi e le adesioni.

Tra queste quella di Dodi Battaglia che in diretta sempre nella trasmissione “Non è mai venerdì” ha ricordato la grande professionalità e popolarità nel mondo dell’artista napoletano che ha accostato a Frank Sinatra, “perchè come The Voice” – ha detto l’ex Pooh- ha superato mode e nuovi fenomeni della musica, riuscendo con la sua classe e talento a restare sempre sulla cresta dell’onda”.

Anche il regista Massimiliano Bruno in questi giorni nelle sale con “Non ci resta che il crimine” ospite del programma di Troncarelli ha appoggiato la richiesta perchè “Peppino di Capri ha accompagnato con le sue canzoni generazioni su generazioni, regalando emozioni a tutti da sessanta anni”.

Per sostenere l’apello rivolto a Baglioni poi si sono schierati Cristian De Sica, Enzo Avitabile ed Edoardo Bennato che hanno motivato la loro adesione con tanto di articoli firmati per il Mattino. E non fisce qui.

Renzo Arbore: sì al Premio a Peppino di Capri a Sanremo

di ROBERTO TAGLIERI

Anche Renzo Arbore si schiera con i personaggi dello spettacolo che sostengono l’inizativa per un premio alla carrriera a Peppino di Capri.  E non poteva essere diversamente perchè lo showman che è attualmente è in video col programma “Guarda stupisci” su Rai 2 oltre ad essere un grande conoscitore della musica è anche un fan dell’artista che ha rivoluzionato la musica napoletana.

Tra l’altro il programma che conduce con Nino Frassica ed Andrea Delogu si occupa proprio delle canzoni napoletane, in particolare di quelle umoristiche, che hanno segnato un’epoca del nostro costume e che sono intelligentemente riproposte per farle apprezzare di nuovo al pubblico. Una proposta accolta con successo dalla platea televisiva come anno dostrato gli acolti registrati.

“Conosco Peppino da sempre – ha detto Arbore -, lo seguo dagli inizi della carriera quando apparve con tutta la sua verve e la sua voce a singhiozzo per cantare Malatia, lo accompagnavano i Rockers guidati dal chitarrista Mario Cenci. E lo ammiro anche perchè è un gran signore, una persona alla mano che ha dato tanto alla musica e che merita senza dubbio un premio a Sanremo”.

Arbore è l’ultimo ad agggiungersi a un nutrito gruppo di sostenitori dell’inziativa per il riconoscimento di un premio al prossimo festival a Peppino di Capri lanciata dal giornalista Francesco Troncarelli e composta da personaggi dello spettacolo come Carlo Verdone, Maurizio Costanzo, Lillo e Greg, Michele La Ginestra, Carla Vistarini, Alberto Salerno, Gerry Bruno e giornalisti come Ivan Zazzaroni, Paolo Giordano, Giorgio Verdelli e Emanuele Carioti che si aggiungono ai tanti che hanno aderito alla petizione on line rivolta a Claudio Baglioni.

 

 

Sanremo, si al premio a Peppino di Capri

di MAURIZIO COSTANZO

Raffaella Carrà ha presentato un nuovo album di canzoni natalizie. Mi fa piacere in quanto, da qualche tempo, si era allontanata dai riflettori. In occasione di questo album, la Carrà ha detto: «Non farò più uno show in televisione».
Bisogna rispettare le sue scelte, ma mi piacerebbe sapere il perché di questa decisione, dal momento che in una evidente carenza di varietà in televisione, un suo ritorno funzionerebbe sicuramente alla grande.

A proposito di album natalizi e di cantanti, mi sembra lodevole che si stia organizzando un premio alla carriera per Peppino Di Capri, in occasione del prossimo Festival di Sanremo. Mi risulta che abbiano già aderito molte persone e, comunque, ritengo giusto che questo premio venga dato.
Peppino Di Capri, oltre ad essere autore di grandissimi successi, è anche un vero signore. Per quanto mi riguarda, firmo l’ adesione per il suo premio alla carriera.

Mi trovo ancora una volta a segnalare la qualità di un talk politico, in onda su La7. Parlo di Di Martedì, condotto da Giovanni Floris. Sembra che, chi cura il programma, congedi la scaletta del medesimo poco prima del suo inizio. Intendo dire che c’ è grande attenzione nel raccontare l’ attualità politica.
Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in questo momento parecchio presenti nelle cronache politiche, sono stati di recente, uno dietro l’ altro, ospiti proprio di Giovanni Floris.

da IL TEMPO – Buona Tv a tutti

Sanremo, saranno Bisio e Virginia Raffaele i presentatori

di ROBERTO TAGLIERI

Una conduzione comica divisa tra l’estro di Virginia Raffaele e l’istituzionalità di Claudio Bisio, in mezzo il direttore artistico, pronto a trasformarsi in cantante, presentatore e quel che l’Ariston vorrà. Questa l’anticipazione che arriva dal dietro le quinte dell’organizzazione del festival, da parte del giornalista Francesco Troncarelli specializzato in spettacolo e  grande esperto di musica.

L’ha lanciata in contemporanea all’elenco dei 24 partecipanti a Sanremo Giovani diffuso dalla Rai, sviando così l’attenzione dall’argomento del giorno (i nomi dei debuttanti) e rompendo le uova nel paiere ai vertici di viale Mazzini.

Ma tant è e la notizia si è subito diffusa, in attesa peraltro della conferma ufficiale se poi ci sarà. In ogni caso sembrerebbe proprio essere questa la cornice che Claudio Baglioni sta costruendo intorno al suo secondo Sanremo, in scena dal 5 al 9 febbraio sul palco del teatro Ariston. Il cantautore avrebbe puntato su una strada che porta alla comicità, la stessa che aveva trovato in Fiorello l’anno scorso nel suo primo «giorno di scuola» all’Ariston e soprattutto nella conduzione a due portata avanti con successo da Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino.

Stravolgere lo schema del Festival precedente non ha senzo, la formula del resto è nota, squadra che vince non si cambia, dovendo però per  forza di cosa cambiare gli interpreti del copione vincente, il divo Claudio ha puntato sui due comici per divertire anche in questa edizione.

Mettere insieme due campioni della risata così diversi, per restituire al pubblico l’idea che sul palco dell’Ariston ridere non solo si può, ma si deve. Per nessuno dei due si tratterebbe di un’esperienza nuova. Bisio era stato ospite al Festival di Fabio Fazio nel 2013, portando un monologo politico, da cui uscì coperto di applausi, nonostante i fischi che pochi giorni prima di lui aveva portato a casa Maurizio Crozza. Virginia Raffaele all’Ariston è di casa, visto che nel 2016 ha condotto il Festival insieme a Carlo Conti, l’anno successivo è tornata sua ospite e lo scorso anno è arrivata in riviera per prendere un po’ in giro, a modo suo, Claudio Baglioni.

I diretti interessati ovviamente tacciono.Bisio è impegnato a Torino sul set del film “Bentornato Presidente!” sequel della fortunata pellicola a cui aveva preso parte da protagonista, «e se anche fosse, non rilascerebbe dichiarazioni», spiegano dal suo entourage. È quel «se anche fosse» a suonare come una conferma, sebbene la veste dell’ufficialità spetti comunque alla Rai, come sempre quando si tratta di Sanremo. Quanto alla Raffaele, era stato annunciato a giugno il suo ritorno con uno show, in primavera a Rai 2. Riuscirà a riempirla nel caso in cui decidesse a febbraio di fermarsi a Sanremo? Staremo a vedere, il tempo stringe e i giochi se non sono fattim si stanno per fare

 

Un Premio alla carriera a Peppino di Capri

La richiesta è partita da Twitter ed ha subito raccolto migiaia di adesioni.  L’occasione, il festival di Sanremo 2019

di ROBERTO TAGLIERI

Da quando ha esordito nel 1958, anno del primo grande successo “Malatia”, Peppino Di Capri è un’autentica star della musica italiana. Pochi come lui sono riusciti a conciliare, nei momenti più felici, la tradizione napoletana con le novità del rock’n’roll e del twist che il cantante ha “importato in Italia e ha lanciato con il brano “St Tropez”, vero e proprio simbolo di un’epoca.

Giuseppe Faiella, in arte Peppino Di Capri, nasce il 27 luglio 1939 nell’isola Azzurra dove sin da bambino ha inizato ad esibirsi e suonare il piano. La sua popolarità è esplosa negli anni ’60, inizialmente con la riproposizione dei classici napoletani che ha rivisitato in chiave moderna insieme ai suoi Rockers guidati dal chitarrista Mario Cenci, successivamente con brani originali e alla moda di quegli anni magici.

Pezzi come “I te vurria vasà” , “Voce ‘e notte”, “Malatia”,  “Luna caprese”, “Nessuno al mondo”, “Roberta” “Un grande amore e niente più” con cui vinse il Festival scritta da Califano e l’intramontabile  “Champagne”.

Peppino Di Capri  tra l’altro ha aperto i concerti dei Baetles nella loro celebre tournèe italiana, ad ulteriore conferma della grande popolarità che ha sempre goduto presso il pubblico.

Un consenso trasversale che dura ancora oggi come dimostrano i sold out dei suoi concerti e il boom registrato al botteghino del film che ha interpretato insieme a Lillo e Greg “Natale col boss” .

Di Capri è sicuramente un artista amato da intere generazioni, un cantante che ha emozionato e continua ad emozionare il pubblico senza risparmarsi, per cui dai social ci si sta mobilitando perchè gli sia dato un Premio alla carriera al prossimo Sanremo organizzato da Claudio Baglioni.

L’idea è di Francesco Troncarelli, caporedattore del Giornale dello Spettacolo e conduttore radiofonico, che ha lanciato su Twitter l’iniziativa : “Ci stavo pensando da qualche tempo, considerato che Di Capri festeggia i 60 anni di attività, poi l’altra sera vedendolo da Fazio a “Che tempo che fa”  ho scritto d’istinto un tweet che oltre a rendere omaggio alla sua carriera, proponeva un premio speciale per lui al prossimo Sanremo, festival che ha vinto due volte peraltro e a cui ha partecipato per ben 15 edizioni”.

E l’idea espressa attraverso questo tweet ha avuto subito un riscontro eccezionale con migliaia tra visualizzazioni ed  interazioni e l’adesione di Carlo Verdone, Maurizio Costanzo, Pippo Baudo, Lorena Bianchetti,  giornalisti come Giorgio Verdelli, autore del programma “Unici” di Rai 2 e grande esperto di musica, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, Michele Bovi inventore di Techetechetè, Michele La Ginestra, Lillo e Greg, Emanule Carioti, tra i più noti influenzer della rete, l’appoggio di testate come il Mattino di Foggia e programmi radiofonici come “Non è mai venerdi” di Radio Italia anni 60 con Simone Conte, Maurizio Fortini e Luca Mecccioni, del cantante Edoardo Bennato e dei parolieri Carla Vistarini e  Alberto Salerno (vincitore di Sanremo con Bella da morire) e tanti altri personaggi ma anche semplici appassionati di musica che si aggiungono continuamente.

“Il riscontro è stato notevole, spontaneo, accompagnato da commenti entusiastici -ha spiegato Troncarelli-  a conferma non solo che la mia idea di un Pemio alla carriera a Peppino di Capri fosse giusta ma che soprattutto sia dovuto un riconoscimento alla sua professionalità”.

Partita l’iniziativa che su Twitter prosegue con l’hastag #PremioCarrieraDiCapri , seguirà una raccolta di firme da inviare al direttore artistico del festival Baglioni e aspettare il responso. Sperando poi di dire tutti insieme “cameriere Champagne” per brindare a un premio più che meritato per un grande artista, Peppino di Capri.

 

Bentornato Battiato: le foto della malattia

di FRANCESCO TRONCARELLI

La foto sulla pagina Fb di Luca Denovo

Due uomini seduti a tavola di fronte a un bicchiere di vino bianco. Uno è Luca Madonia, l’altro è Franco Battiato. A postare la foto sul suo profilo Facebook è l’ex chitarrista dei Denovo. E’ una foto particolare, che ha fatto subito il giro del web, perchè è un’immagine che arriva a sorpresa facendo tirare un sospiro di sollievo ai tanti fan dell’autore di “Bandiera Bianca” e “La Cura”.

E l’entusiasmo nel vederla è stato veramente tanto. Migliaia di “mi piace” e innumerevoli condisioni hanno manifestato inequivocabilmente l’affetto per questo grande artista, ribadito ovviamente nei commenti degli amiratori che si sono susseguiti in un baleno e non finiscono mai.

“Vederlo in piena forma dopo quello che in questi mesi si è detto e fantasticato riguardo le sue condizioni di salute mi allieta e non poco”, si legge in un post. “Bentornato Maestro!”, si legge in un altro, “La prima immagine di Franco dopo un silenzio di un anno! Che meraviglia, Grazie!” l’affermazione sincera di una fan. E così via.

Battiato è lontano dalle scene a seguito della rovinosa caduta nella sua casa di Milo, nel catanese: un incidente domestico in cui si era fratturato femore e bacino. A preoccupare erano state delle voci circolate nei mesi successivi, poi smentite dai familiari, che parlavano di enormi difficoltà al livello psicofisico.

In particolare qualche mese fa, ad alimentare queste voci e a contribuire a creare ansia nel pubblico, ci aveva pensato Roberto Ferri, chesulla sua pagina Facebook aveva pubblicato un testo (poi rimosso) intitolato «Ode all’Amico che fu e che non mi riconosce più» che sembrava fare riferimento al Morbo di Alzheimer. Alcuni siti poi avevano ripreso queste dichuarazioni, aggiungendo che Battiato «aveva perso la capacità di riconoscere anche gli affetti più cari, con difficoltà di allocuzione».

In difesa dell’amico era intervenuta la sua pupilla Alice (vincitrice di un Sanremo con la canzone scritta per lei da Battiato “Per Elisa”), che invitava a lasciare in pace l’artista che comunque era alle prese con “un lungo periodo di convalescenza” dopo essere caduto nella sua abitazione.

Battiato sul divano di casa

Tre giorni fa il sito ragusanew scriveva quasi anticipando la foto attuale “Franco Battiato sta meglio. E’ tornato a parlare e a dipingere. Gli amici più cari di Franco non negano che l’ultimo anno, coinciso con la seconda frattura del femore, sia stato difficile e tormentato”

Ma se già la foto di Madonia aveva scatenato i fan del Maestro, ci ha pensato lui in persona ad aggiungere emozione ad emozione. Con una sua foto postata direttamente sulla propria pagina Facebook. L’immagine lo ritrae sul divano intento a leggere il giornale, con la didascalia “Che c’è da guardare? Non avete mai visto un divano?”, che cita una celebre campagna pubblicitaria che aveva visto Battiato protagonista negli anni 70.

La celebre pubblicità sul divano

Ecco, magari non sarà in piena forma, come appare da uno sguardo più approfondito delle foto che hanno suscitato tanto interesse e piacevole curiosità, ma la sua proverbiale sagacia e ironia è rimasta intatta. Bentornato Battiato, adesso ti aspettiamo sul palco.