Queste le nuove maglie della Lazio

di Roberto Taglieri

Presentate le nuove maglie della Lazio per la stagione 2019-20.

Al Campidoglio alla presenza della sindaca Virginia Raggi, del presidente Lotito e di tutto lo staff dirigenziale biancazzurro , la Macron ha mostrato in anteprima le casacche che la prima squadra della Capitale indosserà nella prossima stagione. Un completo biancazzurro con delle righe orizzontali, quello della prima maglia, tutta blu la terza. La seconda verrà svelata nel ritito di Auronzo prossimamente.

«La nuova “Home” – spiega la società in una nota – ha il collo alla coreana con bordo in maglieria. E’ celeste con righe orizzontali, tono su tono, embossate nel corpo anteriore della maglia. Il backneck è personalizzato con logo e motto del club, “NOI L’AMIAMO E PER LEI COMBATTIAMO”. Sul petto, a destra, in silicone blu navy il Macron Hero, logo del brand italiano, a sinistra, lato cuore, lo scudetto della S.S.Lazio.

Sopra lo scudetto la coccarda tricolore a celebrare la conquista della Coppa Italia 2019 lo scorso 15 maggio. Sotto al collo, sul retro, in grafica embossata, la scritta “S.S.LAZIO”. Gli shorts sono bianchi con coulisse in blu navy e puntali celesti, i calzettoni sono bianchi con righe orizzontali celesti e al centro, davanti, il Macron Hero, dietro la scritta S.S.LAZIO. La vestibilità è Slim Fit e la presenza di inserti in micromesh rendono il capo più leggero e traspirabile.

 

Lazio 4 Spallate. Le Pagelliadi

di FRANCESCO TRONCARELLI

8+ al Ciro d’Italia – La Lazio ha steso con quattro Spallate i biancocelesti di Ferrara. Non è bastata la pioggia nè tantomeno l’arbitro (scandaloso il fallo da ultimo uomo su Ciro non sanzionato) a fermarla, tanta era la voglia di scrollarsi da dosso le scorie della botta subita con l’Inter. E così si è rivisto il gioco e si è rivisto il sorriso fra i tifosi ma soprattuto si è rivisto il bomber de noantri autore di una splendida doppietta (e pure di un palo clamoroso) che ha fatto capire subito come sarebbe andata a finire: con la vittoria.

7 a Cavacieco Caceido – Una prestazione da paura. E no perchè impressiona quando la guardi ma perchè si è superato buttando in campo tutta la grinta che si porta dentro. Un Panterone d’assalto a cui è mancato il gol. E’ uscito per la sostituzione con la standing ovation come Vasco quando termina i concerti. Grande.

7 a Massimo Di Cataldi – Bentornato. Ha preso la squadra per mano e con i suoi passaggi e corner (angolo telecomandato per Ciro in occasione del primo gol) ha dato il meglio di sè, rete bellissima compresa. Unico romano in squadra, va tutelato e protetto come un panda. Pand’a vince!

6 e mezzo a Patric del Grande Fratello – Eccolo di nuovo. Riemerso dalle cantine di Formello con un nuovo look meno zazzera e più cervello, il testimonial dello shampoo Libera e bella ha corso come un matto dando filo da torcere alla retroguardia avversaria. Della serie, incredibile ma vero, tanto che finirà nell’omonima rubrica della Settimana Enigmistica.

6 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71° e Innamoradu – Battiamo le mani ai veri lalziali. Punto.

6 + a dillo a Parolo tuo – Un gran gol con la fascia da capitano. Il minimo sindacale insomma, come Panariello a Tale e quale.

6 + ad Antonio Elia Acerbis ( Lazio del meno 9)– Oh, avrà perso pure la “s” , ma con il tempo e gli anni che so’ passati da quei tempi ha acquistato in sicurezza e centralità del ruolo. All’epoca con Fascetti era il muto della formazione, oggi parla coi piedi.

6 + a Correa l’anno 1900 – Ha ricordato il miglior Pannella dopo i maxidigiuni, s’è magnato infatti un par de gol grossi come ‘na casa. Un Tuco de fame arretrata che manco te lo immagini. Anzi a pensarci bene, il radicale Marco al confronto era un dilettante a dieta per il colesterolo alto.

6 a Bravehart Wallace – No cappellate, no party per gli avversari. E neanche sconfitta per noi. E scusate se è poco.

6 a Sylva Strakoshina – In perfetta media Carrizzo: una paratona su Antenucci e un gol da Antenucci. Dice che la prossima volta a sto Antenucci je darà na botta in testa negli spogliatoi così eviterà de sporcasse i guantoni in campo.

6 a Lukakau Meravigliao – E’ tornato, e adesso tutti in coro: “Sciolgo le trecce e i cavalli, corrono, e le tue gambe eleganti, ballano, balla per me balla balla, tutta la notte sei bella, Non ti fermare ma balla…”.

6 – – al Sergente – Sicuramente è andato meglio del fratello portiere che dopo sti quattro picchi è stato degradato da Sergente 2 a soldato semplice, certo è che se continua così a lui lo dimettono dall’esercito e lo passano fra gli ausiliari in cucina a pelà le patate. Da 150 milioni al chilo a purè, il paso non è breve ma tant’è.

 

Lazio, il Parma è cotto. Le Pagelliadi

di FRANCESCO TRONCARELLI

7+ al Ciro d’Italia – E’ toccato al Parma subire la legge del più forte, ossia la Lazio che giocando una buona partita è tornata dal Tardini con tre punti meritati e soprattutto pesantissimi. E’ stata una gara difficile dal punto di vista tattico, perchè i gialloblu, messi bene in campo, sono riusciti a controllare al meglio i nostri. Le cose però sono cambiate con i cambi (quanto mai azzeccati da Inzaghino), che hanno dato la giusta carica al gruppo. Copertina al bomber de noantri, che nonostante non sia visto dal Mancio per la Nazionale (ma sapete che c’è, chissene, basta che lo vediamo noi segnare: e sono 6), dopo essersi presa la responsabilità del rigore, ha demolito con quel gol la resistenza degli avversari. Bravo Ciro, si nu babà.

7 + a Correa l’anno – E’ nata una stella. Come la Jalissa versione single a Tale e quale. Un paio di dribbling, un paio di lanci e dulcis in fundo un Tucu di classe con una fucilata di sinistro sul palo opposto che ha mandato in estatsi la gente laziale spaparanzata davanti la tv e quella chiassosa sugli spalti. E andiamo.

7 + a Striscia la Berisha – La grinta, la rabbia, la cattiveria con cui si è andato a prendere il penalty. Una fame arretrata che neanche il Pannella dei tempi belli dopo un maxi digiuno. Bravo Valon, ci serviva uno tosto come te, ad maiora.  Che non è una marca di bicotti ma un incoraggiamento al meglio.

7 ad Acerbis (Lazio del meno 9) – Oh, questo è proprio forte. Avete presente Fiorello? Il top di gamma nello spettacolo, beh, il centrale lanciato a suo tempo da Fascetti pur avendo perso la “s” nel cognome ha acquistato in autorevolezza. Insomma uno così là dietro ce serviva come er pane. Daje.

6 e mezzo a veni, vidi Lulic al 71° – Nei secoli fedele. Lo criticano per i piedi fucilati ma lo applaudono tutti per la continuità nell’impegno nella partita. Dal primo all’ultimo minuto ha dato il suo contributo, e soprattutto nel primo tempo quando il bunker parmense era indisttrutibile, lui scendeva giù come un ossesso. Sembrava un evasore che scappava da Equitalia. Ma adesso che è arrivato il condono di Salvini c’è rimasto solo lui a correre.

6+ a dillo a Parolo tuo – Anche lo stacanovista del centrocampo la sua onesta performance l’ha fatta. Un po’ come Amadeus che nonostante Greggio e Iachetti dall’altra parte facciano i botti, i suoi 4 milioni di spettatori se li porta a casa.

6+ a Innamoradu – Battiamo le mani ai veri laziali. Così, tanto per ribadirlo.

6 a Sylva Strakoshina -Mai impegnato ha potuto tranquillamente partecipare al torneo di scopone con i fotografi assiepati dietro la sua porta. Ha stracciato tutti, ha fatto primiera, tre scope, due zerbini e un secchio dell’acqua per passare lo straccio. E naturalmente il Settebelo. E come diceva quella pubblicità del mitico prodotto “E son tranquillo”.

6 a Patric del Grande Fratello – Rieccolo, come Berlusconi. L’avevamo lasciato nelle cantine di Formello ed eccolo di nuovo in pista, come Sua Emittenza appunto. Come è andato? Tanto fumo e poco arrosto. Nè più nè meno del Berlusca. C’era una volta “meno male che Silvio c’è”. Mano male.

6 – a Lucas 2.0 (quello che ride) – Due cappellate in una sola partita non sono da lui. E’ un po’ come se Carlo Conti sbagliasse nella stessa trasmissione due nomi di cantanti. Meglio farlo rifiatare. Pure Carletto, che poi deve rifare i Migliori anni, quelli dello scudetto. Magara.

6 – chiedimi se sono (Luis) Felipe – All’inizio si è involato, poi si è involuto. Alla fine si è involtino.

5 e mezzo al Sergente – Della serie “Vorrei ma non posso”.  Come Roberto Giacobbo che vuole imitare Alberto Angela.

5 a Lupo Alberto – C’era una volta il ciuffo biondo che fa impazzire il mondo. Adesso manco co’ la tinta prestatagli da Platinette è riuscito a tornare “più bello e più superbo che pria” come il Nerone petroliniano. Forse pure da roscio non cambierebbe molto. Dall’oroscopo di Branko la Luna consiglia: quando le cose non vanno bene, tornate ai vecchi metodi, una bella lavata di capo e via. Amen.

La Lazio stende il Parma

Appunti di gioco

di Roberto Taglieri

Domenica, 21 ottobre 2018

La Lazio espugna il “Tardini”. Dopo una partita combattuta ed equilibrata contro il Parma, nel finale di ripresa sblocca Immobile, trasformando un calcio di rigore concesso per un atterramento di Berisha ed a tempo praticamente scaduto arriva anche il raddoppio da parte di Correa per lo 0-2 finale, che sancisce la terza vittoria fuori casa dei capitolini. La nona giornata ha in programma una difficile partita in trasferta per i biancocelesti: il Parma viaggia al settimo posto con 13 punti e può vantare un ottimo gioco, ma oggi per D’Aversa è gravissima l’assenza di Gervinho; c’è poi Inglese e non Ceravolo davanti. Simone Inzaghi di contro mette in gioco sulla fascia destra Patric, concedendo un turno di riposo a Marusic; per il resto giocano i titolari, compreso Luis Alberto. Almeno 4.000 laziali arrivano a Parma al seguito della squadra biancazzurra; all’inizio della partita i padroni di casa paiono molto aggressivi, più compassati i biancocelesti, che invece fanno giro palla e mirano a mantenere il possesso. I primi tiri in porta arrivano solo al 18’: prima Lulic dopo una bella discesa tira troppo a lato, un minuto dopo Immobile trova sulla sua strada Sepe. Invece è Inglese in ripartenza a sprecare malamente il vantaggio emiliano tirando male dopo una ottima preparazione. Troppo lenta la Lazio in fase offensiva, che finisce spesso per arenarsi nell’imbuto difensivo gialloblu, il Parma è invece ben orchestrato e veloce soprattutto in contropiede. Stulac su punizione alla mezz’ora manda out, ma la migliore occasione del primo tempo è laziale ed arriva al 40’ quando Acerbi pizzica Patric, che di piatto spedisce sul portiere a porta spalancata. Nella ripresa la Lazio sembra voglia fare qualcosa di più; al 52’ il cross di Milinkovic arriva ad Immobile, che spara malissimo a lato e poco dopo sul forte destro di Luis Alberto, Sepe mette in corner. Arriva il turno di Ceravolo, mentre Inzaghi propone un doppio cambio, cioè Correa e Berisha. Proprio l’albanese cerca di dare una scossa ai suoi andando a lottare su tutti i palloni, ma dopo una fase più interessante il gioco laziale si involve. Sembra una gara destinata al pari, ma al 79’ è Gagliolo a cambiare le sorti della partita. Il difensore emiliano dà un calcione a Berisha in area e Fabbri, ben piazzato, decreta il calcio di rigore. Va alla battuta Ciro Immobile, che di forza mette nel sacco e porta i suoi in vantaggio; col Parma che si butta avanti Immobile prova a piazzare in rete il pallone della tranquillità, ma Sepe riesce a parare negandogli la doppietta. Gli ultimi scampoli di partita vedono la Lazio controllare senza problemi il Parma, che non riesce a produrre alcunché: invece allo scadere Immobile porge a Correa, che in diagonale di sinistro batte per la seconda volta il portiere e fissa il risultato finale sullo 0-2.  Biancazzurri che grazie a questa affermazione salgono a quota 18 punti e raggiungono il terzo posto in Classifica in attesa del derby milanese di stasera. Inzaghi aveva chiesto una prova d’orgoglio: la Lazio oggi ha sofferto più del dovuto, non ha giocato troppo bene, non è riuscita ad imporre sempre il suo gioco. Nonostante ciò sono arrivati ugualmente 3 punti importantissimi, che proiettano i biancazzurri ai piani alti ed infondono sicurezza e morale, anche alla luce del prossimo difficile impegno col Marsiglia già giovedi prossimo.

 

PARMA  –  LAZIO   0–2   80’ Immobile (r.) 93’ Correa

PARMA: Sepe, Iacoponi, Alves, Gagliolo, Gobbi, Rigoni, Stulac, Barillà, Siligardi (78’ Ciciretti), Inglese (56’ Ceravolo), Di Gaudio (67’ Biabiany).

Allenatore: D’Aversa

LAZIO: Strakosha, Felipe, Acerbi, Radu, Patric (90’ Marusic), Leiva (56’ Berisha), Parolo, Milinkovic, Lulic, Luis Alberto (56’ Correa), Immobile.

Allenatore: Inzaghi

Arbitro: Fabbri

Appunti di gioco

di Roberto taglieri

Domenica, 7 ottobre 2018

Nell’ottava di campionato la Lazio si conquista i tre punti. Contro la Fiorentina all’Olimpico di fronte a più o meno 25.000 spettatori la squadra di Inzaghi va in vantaggio nel primo tempo grazie ad un gol siglato da Immobile, che è sufficiente per la vittoria di misura contro i toscani. Dopo la doppia debacle consecutiva tra derby ed Europa League, per la squadra di Inzaghi è giunto il momento di un’inversione di tendenza. Il mister biancazzurro decide per un cambio in difesa, rientra Radu mentre Luis Felipe si accomoda in panca; significativo poi il ritorno di Caicedo dal primo minuto: per ora Luis Alberto è in naftalina. Nella Fiorentina, che invece proviene da due vittorie di fila, Pioli sceglie a centrocampo Benassi al posto di Fernandes; ovviamente Pjaca, Chiesa e Simeone sono inamovibili là davanti. Una partita quella di oggi che assume una enorme importanza per la squadra biancoceleste: lucidità e concretezza devono essere sempre vivi e già all’inizio la Lazio è determinata a far bene. Infatti su iniziativa di Milinkovic, Parolo è pericolosissimo dal limite ma spedisce out. L’iniziativa laziale però si spegne quasi subito e in campo torna equilibrio. Uno spunto di testa da parte di Caicedo al 24’ finisce sul fondo, poi Wallace tenta un harakiri passando direttamente a Benassi, che per fortuna laziale mette fuori a porta praticamente sguarnita. La partita diventa cattiva, con qualche fallo di troppo, ma al 37’ Immobile la sblocca raccogliendo un corner dalla destra e beffando Lafont con una zampata di destro da posizione difficilissima. Prima del termine un mezzo atterramento di Caicedo resta impunito, ma tra falli ed ammonizioni finisce pure il primo tempo con i biancazzurri meritatamente avanti. Nella ripresa si attende il ritorno viola, che in effetti prova a mandare in porto qualche iniziativa ma ottiene solo un tiro di Chiesa al 55’, respinto da Strakosha. Inzaghi invece, che poco prima aveva già tolto Caicedo, notando un Wallace in gran difficoltà lo sostituisce con Luis Felipe al 57’. La Fiorentina, nonostante gran il potenziale offensivo, si vede pochissimo dalle parti di Strakosha; è grande invece la concentrazione da parte biancazzurra, che non consente agli uomini di Pioli di poter operare con continuità. La Lazio però resta bassa ed un tiro di Lulic all’80’è la sola conclusione biancazzurra di rilievo del secondo tempo. L’assalto viola si concretizza solo alla fine: prima un bel diagonale di Chiesa è bloccato dal portiere biancoceleste, poi all’85’ Simeone si fa respingere la conclusione da Luis Felipe. Correa in contropiede impegna Lafont in angolo ed all’89’ il cross di Gerson sfila pericolosissimo lungo tutta la porta laziale. Dopo 4’ intensissimi di recupero però arriva il fischio di Orsato che sancisce l’ importantissima vittoria laziale. Un altra sconfitta non sarebbe stata pensabile: in un ambiente già lacerato dalle polemiche perdere oggi avrebbe significato l’inizio di una crisi profonda. Invece con orgoglio e anche con un discreto gioco la Lazio si scrolla di dosso ogni negatività, va a quota 15 e torna al terzo posto in classifica. Tre punti davvero fondamentali per il prosieguo della stagione, che fanno  recuperare fiducia e consentono alla truppa di Inzaghi di riordinare le idee, anche grazie alla sosta del Campionato che arriva opportuna.

LAZIO   FIORENTINA  1–0      37′ Immobile

LAZIO: Strakosha, Wallace (57’ Luis Felipe), Acerbi, Radu, Marusic, Leiva, Parolo, Milinkovic, Lulic, Caicedo (52’ Correa), Immobile (84’ Berisha). All Inzaghi

FIORENTINA: Lafont, Milenkovic, Pezzella, Hugo, Biraghi, Benassi (46’ Fernandes), Veretout, Gerson (64’ Eysseric), Pjaca (80’ Sottil), Chiesa, Simeone. All. Pioli

Arbitro Orsato