Fettuccine e champagne: “Il Vero Alfredo” in festa

di FRANCESCO TRONCARELLI

Rome by night in festa per le mitiche e favolose fettuccine al doppio burro del Vero Alfredo. Parata di Vip e personaggi per una serata da non perdere

 

Una serata così era tempo che non si vedeva, personaggi dello spettacolo, vip di ogni ordine e grado, giornalisti e tanta bella gente si è ritrovata per partecipare ad un evento mondano particolare, legato ad un ristorante storico della Rome by night, conosciuto in tutto il mondo ed avviato a celebrare il suo centenario, ovvero “Il Vero Alfredo”.

E’ stata insomma una notte d’altri tempi per l’atmosfera che si è respirata in questo tempio della gastronomia, non solo ed ovviamente per le mitiche fettuccine al doppio burro, piatto forte del locale di piazza Augusto Imperatore che sono state servite a volontà a tutti i presenti, ma anche per la musica degli anni Venti che accompagnato l’evento.

Da Giancarlo Magalli e Demetra Hampton a Milena Miconi e Roberta Beta, passando per Marco Senise, Massimiliano Buzzanca e Stefano Pantano, la sfilata dei soliti noti si è svolta senza soluzione di continuità tra i flash dei paparazzi e il benvenuto da parte dello staff del locale.

Nutrita poi la presenza di cronisti sportivi e di attualità guidata da Alessandro Staiti, massimo esperto italiano dei King Crimson e giornalista di razza sempre presente negli eventi che contano con Valerio Cassetta e Patrizio Pasqualini.

Tutti insieme appassionatamente per non perdre la serata intitolata “To Alfredo, the king of the noodles – Quando Hollywood si innamorò delle fettuccine al doppio burro”.

Un titolo inequivocabile, riferito chiaramente al fatidico incontro che avvenne nel 1920 tra Alfredo Di Lelio, creatore della famose “bionde” al doppio burro, e le star americane del cinema muto, Mary Pickford e suo marito Douglas Fairbanks, due degli attori fra i più famosi di Hollywood.

La coppia dei celebri attori conobbe ed apprezzò le fettuccine durante il viaggio di nozze a Roma, nel 1927 fece ritorno nella Città Eterna e memori di quel paiacevole incontro a base delle prelibate “bionde” cucinate al doppio burro, donò ad Alfredo due posate d’oro con incisa la dedica: “To Alfredo the King of the noodles”, ad Alfredo il re delle fettuccine.

Ieri sera questo piatto che ha fatto il giro del mondo, apprezzato e raccontato poi (la migliore pubblicità) da tutti i divi del cinema internazionale di passaggio a Roma,  ha danzato metaforicamente sulle note del maestro John Vaughn, accompagnato dalla voce di Brooke Lundy, Moxie e Phil Crosby Jr., nipote del grande crooner americano Bing Crosby.

Insomma, una serata veramente particolare, presentata dalla giornalista Cinzia Santangeli, in cui spettacolo e cucina si sono fuse alla perfezione creando il giusto amalgama per un evento da ricordare.

Una sorta d’esperienza multisensoriale quindi per i fortunati presenti, accolti dall’ospitalità proverbiale e inconfondibile delle padrone di casa, Ines Di Lelio e sua figlia Chiara Cuomo, non a caso insignite recentemente del “Premio Internazionale Bronzi di Riace 2019”, dedicato a chi come loro, promuove le eccellenze del territorio nazionale.

Come le fettuccine al doppio burro del Vero Alfredo, The King of the noodles conosciuto in tutto il mondo.

Fabio Fazio? Ecco la verità: parla Memo Remigi

di LUCA MECACCIONI

Ospite a Radio Italia anni 60 Memo Remigi ha raccontato la vera storia della sua amicizia con Fabio Fazio che ha fatto discutere il web. Un Memo a ruota libera sulla sua carriera e i suoi flirt

Memo Remigi in esclusiva ai microfoni di Radio Italia anni 60 ha raccontato la verità sull’intervista rilasciata al quotidiano Libero qualche giorno fa durante la quale si è parlato del più e del meno, o del Memo che dir si voglia, per usare un gioco di parole nello stile divertente e divertito del grande artista milanese.

Nel pezzo che ha fatto scalpore e di cui tutti i siti hanno riportato il “lancio”, sono state ripercorse le tappe della sua carriera, dall’incontro con Berlusconi all’amore per la moglie fino ad arrivare all’amicizia con Fabio Fazio. Ed è proprio quest’ultimo passaggio che ha arroventato gli animi suscitando clamore sul web e scatenando commenti di ogni tipo sui social.

Memo conosce il primissimo Fazio, quando l’affermato conduttore televisivo era ancora solo un un imitatore al ”Loretta Goggi quiz”. Leggiamo testualmente dalle pagine di Libero quello che avrebbe detto Memo Remigi: ”si cambiava a casa mia ed era sempre mio ospite. Ora se la tira: in 35 anni mi ha chiamato solo una volta. Un vero irriconoscente».

Parole che inevitabilmente lo hanno trascinato nella bufera da parte di chi ha voluto artatamente pompare la notizia.  Ma oggi durante la trasmissione radiofonica ”Non è mai venerdì” condotta da Francesco Troncarelli e Simone Conte, Remigi è intervenuto in collegamento telefonico e ha fatto chiarezza sugli argomenti caldi della sua intervista al quotidiano.

Con eleganza e grande signorilità Memo ha dichiarato che ciò che abbiamo letto su Libero Quotidiano non è esattamente ciò che ha detto: ”tu pensi che facciano un articolo normale e invece… hanno riportato per esempio i nomi di alcune signore con cui ho avuto una relazione affettuosa, senza che io le avessi mai citate e facendole passare come della amanti, poi per quanto riguarda la mia amicizia con Fazio,  hanno estrapolato nel titolo del pezzo quella frase “Fazio irriconoscente” che peraltro non ho detto”.

“In sostanza, hanno messo in cattiva luce una bella amicizia fra noi che dura da più di trent’anni, la realtà e che ho solo detto che aspettavo una telefonata da lui per il mio progetto di portare la musica nelle case di riposo per anziani che gli avevo accennato a voce e che avrei voluto raccontare nel suo salotto televisivo e che invece questa telefonata non è arrivata. Tutto qua”.

E poi l’affondo: “come faccio a parlar male di Fabio Fazio con cui ho diviso tante serate per lavoro e in familiarità, ho anche suonato l’organo durante il suo matrimonio celebrato in una deliziosa chiesetta dell’entroterra ligure in cui ho cantato anche Innamorati a MIlano. Potrebbe essere mio figlio!”

Già come avrebbe potuto. “Grandissimo Remigi, un signore prima che un artista vero”, come al termine dell’intervista l’ha salutato Francesco Troncarelli. Parole che condividiamo in pieno e facciamo nostre.

Sanremo dice sì al premio a Peppino di Capri

di Roberto Taglieri

“Il Comune di Sanremo è favorevole al premio alla carriera a Peppino di Capri, in settimana il sindaco porterà in Giunta l’appello e proporrà l’accoglimento. Poi ci sarà il confronto con la Rai e Baglioni per la valutazione definitiva”.

Intervenendo ai microfoni della trasmissione di Radio Italia anni 60 condotta dal giornalista Francesco Troncarelli che ha lanciato in rete la proposta per il riconoscimento a Di Capri, l’assessore alle Manifestazioni del comune della Riviera ligure Marco Sala ha anticipato le prossime scadenze di questa iniziativa che giorno dopo giorno sta aumentando i consensi e le adesioni.

Tra queste quella di Dodi Battaglia che in diretta sempre nella trasmissione “Non è mai venerdì” ha ricordato la grande professionalità e popolarità nel mondo dell’artista napoletano che ha accostato a Frank Sinatra, “perchè come The Voice” – ha detto l’ex Pooh- ha superato mode e nuovi fenomeni della musica, riuscendo con la sua classe e talento a restare sempre sulla cresta dell’onda”.

Anche il regista Massimiliano Bruno in questi giorni nelle sale con “Non ci resta che il crimine” ospite del programma di Troncarelli ha appoggiato la richiesta perchè “Peppino di Capri ha accompagnato con le sue canzoni generazioni su generazioni, regalando emozioni a tutti da sessanta anni”.

Per sostenere l’apello rivolto a Baglioni poi si sono schierati Cristian De Sica, Enzo Avitabile ed Edoardo Bennato che hanno motivato la loro adesione con tanto di articoli firmati per il Mattino. E non fisce qui.

Sanremo, si al premio a Peppino di Capri

di MAURIZIO COSTANZO

Raffaella Carrà ha presentato un nuovo album di canzoni natalizie. Mi fa piacere in quanto, da qualche tempo, si era allontanata dai riflettori. In occasione di questo album, la Carrà ha detto: «Non farò più uno show in televisione».
Bisogna rispettare le sue scelte, ma mi piacerebbe sapere il perché di questa decisione, dal momento che in una evidente carenza di varietà in televisione, un suo ritorno funzionerebbe sicuramente alla grande.

A proposito di album natalizi e di cantanti, mi sembra lodevole che si stia organizzando un premio alla carriera per Peppino Di Capri, in occasione del prossimo Festival di Sanremo. Mi risulta che abbiano già aderito molte persone e, comunque, ritengo giusto che questo premio venga dato.
Peppino Di Capri, oltre ad essere autore di grandissimi successi, è anche un vero signore. Per quanto mi riguarda, firmo l’ adesione per il suo premio alla carriera.

Mi trovo ancora una volta a segnalare la qualità di un talk politico, in onda su La7. Parlo di Di Martedì, condotto da Giovanni Floris. Sembra che, chi cura il programma, congedi la scaletta del medesimo poco prima del suo inizio. Intendo dire che c’ è grande attenzione nel raccontare l’ attualità politica.
Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in questo momento parecchio presenti nelle cronache politiche, sono stati di recente, uno dietro l’ altro, ospiti proprio di Giovanni Floris.

da IL TEMPO – Buona Tv a tutti

Un Premio alla carriera a Peppino di Capri

La richiesta è partita da Twitter ed ha subito raccolto migiaia di adesioni.  L’occasione, il festival di Sanremo 2019

di ROBERTO TAGLIERI

Da quando ha esordito nel 1958, anno del primo grande successo “Malatia”, Peppino Di Capri è un’autentica star della musica italiana. Pochi come lui sono riusciti a conciliare, nei momenti più felici, la tradizione napoletana con le novità del rock’n’roll e del twist che il cantante ha “importato in Italia e ha lanciato con il brano “St Tropez”, vero e proprio simbolo di un’epoca.

Giuseppe Faiella, in arte Peppino Di Capri, nasce il 27 luglio 1939 nell’isola Azzurra dove sin da bambino ha inizato ad esibirsi e suonare il piano. La sua popolarità è esplosa negli anni ’60, inizialmente con la riproposizione dei classici napoletani che ha rivisitato in chiave moderna insieme ai suoi Rockers guidati dal chitarrista Mario Cenci, successivamente con brani originali e alla moda di quegli anni magici.

Pezzi come “I te vurria vasà” , “Voce ‘e notte”, “Malatia”,  “Luna caprese”, “Nessuno al mondo”, “Roberta” “Un grande amore e niente più” con cui vinse il Festival scritta da Califano e l’intramontabile  “Champagne”.

Peppino Di Capri  tra l’altro ha aperto i concerti dei Baetles nella loro celebre tournèe italiana, ad ulteriore conferma della grande popolarità che ha sempre goduto presso il pubblico.

Un consenso trasversale che dura ancora oggi come dimostrano i sold out dei suoi concerti e il boom registrato al botteghino del film che ha interpretato insieme a Lillo e Greg “Natale col boss” .

Di Capri è sicuramente un artista amato da intere generazioni, un cantante che ha emozionato e continua ad emozionare il pubblico senza risparmarsi, per cui dai social ci si sta mobilitando perchè gli sia dato un Premio alla carriera al prossimo Sanremo organizzato da Claudio Baglioni.

L’idea è di Francesco Troncarelli, caporedattore del Giornale dello Spettacolo e conduttore radiofonico, che ha lanciato su Twitter l’iniziativa : “Ci stavo pensando da qualche tempo, considerato che Di Capri festeggia i 60 anni di attività, poi l’altra sera vedendolo da Fazio a “Che tempo che fa”  ho scritto d’istinto un tweet che oltre a rendere omaggio alla sua carriera, proponeva un premio speciale per lui al prossimo Sanremo, festival che ha vinto due volte peraltro e a cui ha partecipato per ben 15 edizioni”.

E l’idea espressa attraverso questo tweet ha avuto subito un riscontro eccezionale con migliaia tra visualizzazioni ed  interazioni e l’adesione di Carlo Verdone, Maurizio Costanzo, Pippo Baudo, Lorena Bianchetti,  giornalisti come Giorgio Verdelli, autore del programma “Unici” di Rai 2 e grande esperto di musica, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, Michele Bovi inventore di Techetechetè, Michele La Ginestra, Lillo e Greg, Emanule Carioti, tra i più noti influenzer della rete, l’appoggio di testate come il Mattino di Foggia e programmi radiofonici come “Non è mai venerdi” di Radio Italia anni 60 con Simone Conte, Maurizio Fortini e Luca Mecccioni, del cantante Edoardo Bennato e dei parolieri Carla Vistarini e  Alberto Salerno (vincitore di Sanremo con Bella da morire) e tanti altri personaggi ma anche semplici appassionati di musica che si aggiungono continuamente.

“Il riscontro è stato notevole, spontaneo, accompagnato da commenti entusiastici -ha spiegato Troncarelli-  a conferma non solo che la mia idea di un Pemio alla carriera a Peppino di Capri fosse giusta ma che soprattutto sia dovuto un riconoscimento alla sua professionalità”.

Partita l’iniziativa che su Twitter prosegue con l’hastag #PremioCarrieraDiCapri , seguirà una raccolta di firme da inviare al direttore artistico del festival Baglioni e aspettare il responso. Sperando poi di dire tutti insieme “cameriere Champagne” per brindare a un premio più che meritato per un grande artista, Peppino di Capri.

 

Bentornato Battiato: le foto della malattia

di FRANCESCO TRONCARELLI

La foto sulla pagina Fb di Luca Denovo

Due uomini seduti a tavola di fronte a un bicchiere di vino bianco. Uno è Luca Madonia, l’altro è Franco Battiato. A postare la foto sul suo profilo Facebook è l’ex chitarrista dei Denovo. E’ una foto particolare, che ha fatto subito il giro del web, perchè è un’immagine che arriva a sorpresa facendo tirare un sospiro di sollievo ai tanti fan dell’autore di “Bandiera Bianca” e “La Cura”.

E l’entusiasmo nel vederla è stato veramente tanto. Migliaia di “mi piace” e innumerevoli condisioni hanno manifestato inequivocabilmente l’affetto per questo grande artista, ribadito ovviamente nei commenti degli amiratori che si sono susseguiti in un baleno e non finiscono mai.

“Vederlo in piena forma dopo quello che in questi mesi si è detto e fantasticato riguardo le sue condizioni di salute mi allieta e non poco”, si legge in un post. “Bentornato Maestro!”, si legge in un altro, “La prima immagine di Franco dopo un silenzio di un anno! Che meraviglia, Grazie!” l’affermazione sincera di una fan. E così via.

Battiato è lontano dalle scene a seguito della rovinosa caduta nella sua casa di Milo, nel catanese: un incidente domestico in cui si era fratturato femore e bacino. A preoccupare erano state delle voci circolate nei mesi successivi, poi smentite dai familiari, che parlavano di enormi difficoltà al livello psicofisico.

In particolare qualche mese fa, ad alimentare queste voci e a contribuire a creare ansia nel pubblico, ci aveva pensato Roberto Ferri, chesulla sua pagina Facebook aveva pubblicato un testo (poi rimosso) intitolato «Ode all’Amico che fu e che non mi riconosce più» che sembrava fare riferimento al Morbo di Alzheimer. Alcuni siti poi avevano ripreso queste dichuarazioni, aggiungendo che Battiato «aveva perso la capacità di riconoscere anche gli affetti più cari, con difficoltà di allocuzione».

In difesa dell’amico era intervenuta la sua pupilla Alice (vincitrice di un Sanremo con la canzone scritta per lei da Battiato “Per Elisa”), che invitava a lasciare in pace l’artista che comunque era alle prese con “un lungo periodo di convalescenza” dopo essere caduto nella sua abitazione.

Battiato sul divano di casa

Tre giorni fa il sito ragusanew scriveva quasi anticipando la foto attuale “Franco Battiato sta meglio. E’ tornato a parlare e a dipingere. Gli amici più cari di Franco non negano che l’ultimo anno, coinciso con la seconda frattura del femore, sia stato difficile e tormentato”

Ma se già la foto di Madonia aveva scatenato i fan del Maestro, ci ha pensato lui in persona ad aggiungere emozione ad emozione. Con una sua foto postata direttamente sulla propria pagina Facebook. L’immagine lo ritrae sul divano intento a leggere il giornale, con la didascalia “Che c’è da guardare? Non avete mai visto un divano?”, che cita una celebre campagna pubblicitaria che aveva visto Battiato protagonista negli anni 70.

La celebre pubblicità sul divano

Ecco, magari non sarà in piena forma, come appare da uno sguardo più approfondito delle foto che hanno suscitato tanto interesse e piacevole curiosità, ma la sua proverbiale sagacia e ironia è rimasta intatta. Bentornato Battiato, adesso ti aspettiamo sul palco.

Bocelli primo nel mondo

di FRANCESCO TRONCARELLI


Sessant’anni dopo il boom di Modugno con “Nel blu dipinto di blu”, Andrea Bocelli conquista il primo posto della classifica degli album più venduti negli Usa, la Billboard200, con “Sì”, pubblicato dalla etichetta Sugar, la casa discografica che lo ha lanciato e scoperto grazie all’intuito di Caterina Caselli. 

Non c’era riuscito Tony Renis col celeberrimo “Quando, quando, quando” hit dal successo planetrio, non c’era riuscito Lucio Dalla col suo “Caruso” la canzone italiana più consciuta nel mondo dopo “O sole mio”, e neanche Pavarotti, il tenore che ha trasformato la lirica in un fenomeno pop, acclamatisimo in America. C’è riuscito, lui, Bocelli, l’ex ragazzo che la sera suonava nei piano ar della Versilia per sbarcare il lunario.

Il disco più acquistato nell’ambito del mercato statunitense, si trova davanti a titoli come la colonna sonora di “A star is born” di Lady Gaga, la popstar più amata di tutte. È la prima volta, nella sua ormai lunga carriera, che l’artista toscano raggiunge un risultato così importante. Al momento l’album ha venduto oltre 200mila copie, segnando così il miglior incasso dai tempi di “My Christmas” che aveva venduto 284mila copie la settimana di Natale del 2009, un periodo peraltro favorevole alle vendite rispetto all’attuale.

L’ultimo lavoro che è arrivato dopo alcuni anni di preparazione, include collaborazioni con artisti del calibro di Josh Groban, Dua Lipa, la soprano russa Aida Garifullina, Ed Sheeran e presenta un brano inciso con il figlio Matteo intilotato “Fall on me” che ha fatto da traino al disco. 

Il traguardo ottenuto negli Usa è memorabile e si aggiunge al primato raggiunto dall’artista qualche giorno fa con il n.1 anche nella classifica inglese. Una doppietta storica, la prima in assoluto per un cantante italiano in un mercato difficile come quello anglossasone, mentre arrivano notizie che confermano il buon andamento dell’album anche nelle varie classifiche sudamericane e di quelle dei paesi europei.

Gli Stati Uniti amano Andrea Bocelli sin dai suoi esordi con l’album “Romanza”, entrato nel 1997 nella Billboard200. Un apprezzamento poi proseguito con grandi attestati di affetto e di partecipazione a cominciare dal concerto al Central Park nel 2011 con quasi centomila presenti per proseguire con l’apertura del Nasdaq nel 2017 fino alle celebrazioni per le elezoni dei presidenti Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama alla Casa Bianca, a conferma della sua trasversalità per quanto attiene il gradimento e popolarità della sua musica.

Sono ben otto gli album di Bocelli entrati nella prestigiosa chart a stelle e strisce, la Top Ten americana considerata la ‘bibbia’ della musica mondiale, con due secondi posti, ottenuti con “My Christmas” (2009) come si diceva e  con “Passione” (2013). Era dai tempi di Domenico Modugno, che aveva conquistato nell’agosto del ’58 la vetta con il singolo “Nel blu dipinto di blu” che un italiano non arrivava a questo risultato. Ed è la prima che un artista italiano arriva in vetta addirittura con un album, cosa ancora più difficile.